LA SVOLTA
La svolta: dietro l'angolo
Bisogna pensare e prevedere cosa c'è dietro l'angolo, una volta si diceva così. Oggi non si può più nemmeno dirlo, perché in realtà nessuno si azzarda a fare previsioni in un ambiente economico così profondamente mutato, incerto, insicuro.
Ciò che si può fare è “creare il futuro”, adoperarsi per determinare come sarà.
Sembra facile detto così, eppure non lo è, basta osservare i comportamenti di aziende, manager, impiegati, venditori: appaiono “adattivi”.
È ben vero che il nostro cervello produce neuroni che guidano alla conservazione e all’adattamento all’ambiente per garantire la sopravvivenza. Tuttavia è vero anche che dalla giungla in poi l’essere umano si è evoluto attraverso processi di adattamento creativo (innovazione) sostituendo comportamenti obsoleti con azioni più efficaci mai intraprese prima.
Dunque l’evoluzione del nostro cervello, dalla prevalente parte limbica alla sempre più consistente e complessa parte corticale, ha consentito una diversa e crescente conoscenza dell’ambiente e l’individuazione di nuove modalità per dominarlo e utilizzarlo. Anche ora, in un periodo che si fa “giungla”, l’uomo è spinto a trovare nuove soluzioni per nuovi problemi. Mai come ora è necessario scoprire nuove vie per difendere il benessere creato nel tempo e progredire verso un’economia che dovrà cambiare volto e meccanismi. Si apre pertanto un concetto innovativo di “responsabilità sociale”: dobbiamo, non solo a noi stessi, assumere l’onere di traghettare i successi del passato in successi del futuro, costruendolo.
Un caro amico triestino (artista del management) mi ha detto in tempi non sospetti, e l’ha ribadito in un libercolo in francese, “Caro mio, in certe situazioni l’unica alternativa è trasgression ou repression. Ho sempre preso sottogamba questa sua affermazione, tuttavia oggi mi sento di dire che ha ragione. Se continuassimo a fare quello che abbiamo sempre fatto, continueremmo a ottenere ciò che abbiamo ottenuto, recita un antico detto zen. A una situazione certa non possiamo contrapporre i soliti schemi di riferimento. La tenuta per difesa o per resistenza rischia di farci saltare.
Ogni azienda, ogni manager, ogni persona, ogni venditore può (e forse deve) “rompere” con il passato e trasgredire il proprio essere, il proprio campo d’azione, le abituali attività. Se il mondo compromette ciò che sono o ciò che ho fatto sinora, l’adattamento evolutivo (pilotato dai neuroni prodotti dal cervello) deve spingerci a “fare diverso”. Invece di morire come le mosche, gli imprenditori devono ri-fondarsi, re-investire le loro energie, devono crederci di più a farlo non più da soli, bensì in squadra.
Le risorse potenziali insite in ogni essere umano e in ogni contesto organizzato sono molteplici e, come dimostra la storia, sono reperibili nei singoli (leader) e nei gruppi (sinergie). Occorre trovare il coraggio di rompere con il passato (trasgressione/innovazione) per non cadere nella trappola dell’adattamento passivo (reprimersi) e associarsi emotivamente alla depressione galoppante.
Il piccolo contributo che stiamo portando, come società etica quale siamo sempre stati, è lo sviluppo di una nuova consapevolezza di sé, dell’ambiente, del potenziale, della spinta a creare un nuovo futuro nel quale tutti vivremo.
