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Stress lavoro correlato: è il momento di attivarsi
Lo stress è il secondo problema di salute più frequente tra i problemi legati al lavoro e interessa quasi un lavoratore europeo su quattro. Un’analisi condotta su un campione europeo rivela che una percentuale compresa tra il 50 e il 60 per cento di tutte le giornate lavorative perse è dovuta allo stress e il costo economico correlato è altissimo (circa 20.000 milioni di euro in 15 stati dell’Unione Europea). Per questo motivo il legislatore è intervenuto in modo incisivo e ora gli imprenditori sono obbligati per legge a prenedere iniziative nella prevenzione di un problema che colpisce un numero sempre crescente di persone.
Che cosa provoca lo stress? Tra le varie fonti di stress spiccano i continui cambiamenti relativi all’organizzazione e alla gestione del lavoro; la precarietà, l’aumento del carico e del ritmo di lavoro, le pressioni emotive esercitate sui lavoratori, le molestie di natura psicologica e lo scarso equilibrio tra lavoro e vita privata.
Come si manifesta? I lavoratori percepiscono uno squilibrio tra le richieste avanzate dai datori di lavoro e le risorse a loro disposizione per far fronte a tali richieste. Lo stress diventa un rischio per la sicurezza e la salute quando è prolungato nel tempo e può dar luogo a problemi di natura mentale e fisica. In ambito aziendale, le conseguenze più gravi (e onerose) sono l’assenteismo, il frequente ricambio del personale, il calo della produttività, l’aumento di errori e infortuni e, di conseguenza,
maggiori costi d’indennizzo o spese mediche. Pur non trattandosi di una “malattia”, lo stress è uno stato che può comportare conseguenze gravi sia per il lavoratore sia per l’impresa.
Il D. Lgs. n. 81/08 si pone l’obiettivo di offrire ai datori di lavoro e ai lavoratori un modello che consenta di individuare e di prevenire o gestire i problemi di stress da lavoro.
Laura Quarà lavora da molti anni nel campo delle problematiche legate al lavoro in qualità di psicologa e consulente aziendale. Mettendo la sua competenza a disposizione delle imprese, non solo facilita il recepimento dell’obbligo di legge (mettendo in salvo dal rischio di cadere in mora se non si osserva la scadenza legislativa), bensì dà un forte contributo per la prevenzione dei rischi che possono minare la produttività aziendale, contribuendo al miglioramento della gestione.
L’analisi dei rischi è il primo passo necessario per evidenziare le aree in cui è maggiore il pericolo di stress e perciò il rischio che questo faccia insorgere problemi per il lavoratore e il suo datore di lavoro.
Laura Quarà affianca dunque le aziende nel processo di valutazione dei rischi, procedendo all’analisi di fattori quali:
- l’organizzazione e i processi di lavoro (pianificazione dell’orario di lavoro, grado di autonomia, grado di coincidenza tra esigenze imposte dal lavoro e capacità/conoscenze dei lavoratori, carico di lavoro, ecc.),
- le condizioni e l’ambiente di lavoro (esposizione a comportamenti illeciti, al rumore, al calore, a sostanze pericolose, ecc.),
- la comunicazione (incertezza circa le aspettative riguardo al lavoro, prospettive di occupazione, un futuro cambiamento, ecc.)
- i fattori soggettivi (pressioni emotive e sociali, sensazione di non poter far fronte alla situazione, percezione di una mancanza di aiuto, ecc.)
Una volta terminata l’analisi, l’imprenditore può, con l’aiuto della dott.ssa Quarà, mettere a punto le attività necessarie per prevenire, ridurre o eliminare i rischi legati allo stress, che sono responsabilità del datore di lavoro.
Adeguarsi al dettato legislativo non è difficile se il datore di lavoro comprende come muoversi. Per questo motivo la ISO e Laura Quarà mettono a disposizione delle imprese un servizio completo, che consente tanto l’adempimento di legge quanto la creazione e gestione di un ambiente di lavoro privo di rischi per i lavoratori.
La segreteria ISO è a vostra disposizione per fissare un appuntamento con Giorgio Cozzi e Laura Quarà per un primo incontro di valutazione e un preventivo gratuito.
