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ISPESL: ente inutile?

Nei giorni scorsi si è molto parlato della manovra da 24 miliardi. La manovra segna la nascita di un polo integrato per la salute e la sicurezza nel lavoro: vengono accorpati Inail, Ispesl e Ipsema in un unico ente. In sostanza, l’Ispesl (Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro, www.ispesl.it), l’unico ente indipendente di ricerca nel settore della prevenzione e della sicurezza dei lavoratori, sarà soppresso perché considerato un “ente inutile”. La decisione suscita perplessità, dal momento che unire l’Ispesl (che studia i rischi e elabora norme per la sicurezza) all'Inail (ente assicurativo) significa trasformare l’Ispesl in una sorta di perito di parte dell'assicurazione, con un palese conflitto di interessi e scarse possibilità di operare in modo veramente indipendente.

Da trent’anni l’Ispesl opera silenziosamente (e questo forse è il solo grande errore dell’ente: non aver reso manifesto il proprio operato ai cittadini) impegnandosi, con pochi mezzi e molto impegno, nella ricerca sulla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, fornendo un know-how apprezzato e riconosciuto tanto nell’ambito scientifico nazionale e internazionale quanto da imprenditori e sindacati.

“Se è vero che gli infortuni mortali annui sono diminuiti da 1600 a 1200 (per parlare solo delle cosiddette morti bianche) ciò è ascrivibile anche a tutte le innumerevoli iniziative dell’Ispesl, messe in campo attraverso il suo personale” è l’opinione espressa da lavoroblognetwork

L’Ispesl si autofinanzia per oltre il 60 per cento dello stanziamento statale; riesce dunque difficile condividere il pensiero che si tratti di un ente inutile, soprattutto se si considera che le morti e gli infortuni sul lavoro sono una triste realtà quotidiana e che si è alle porte dell’entrata in vigore del decreto sullo stress correlato al lavoro.


Massimo Sozzi scrive su Psicologia del lavoro “A questo punto sarebbe utile sapere in quale logica e con quali procedure sia stata disposta la “soppressione” dell’Ispesl con lo “scioglimento” nell’Inail. Aspettiamo una risposta. Il personale dell’Ispesl ce la chiede. Ce lo chiedono anche i lavoratori e i familiari delle vittime sul lavoro”.

Ai nostri lettori chiediamo di esprimere la propria opinione su questo argomento che ha avuto per ora scarso eco sulla stampa. Ci interessa molto invece capire se e in che misura i direttori delle RU, ma anche gli imprenditori e i lavoratori siano d’accordo o meno con la decisione del governo. Come sapete, la nostra azienda, la I.S.O., non si occupa di politica e non desidera sollevare polemiche ma solo creare uno spazio libero per discutere in modo costruttivo delle tematiche del lavoro, soprattutto in tema di sicurezza e prevenzione, campo in cui con un taglio psicologico e comportamentale combattiamo ogni giorno una bella battaglia a favore di comportamenti sicuri.

Attendiamo perciò le vostre mail all’indirizzo redazionenews @isoformazione.it
 

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