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ANCORA MORTI E FERITI SUL LAVORO
In una centrale ENEL dove erano già morte tre persone per infortuni sul lavoro, è accaduto un nuovo incidente, esito: un morto e tre feriti gravi. Tutti impiegati di ditte esterne, come i tre morti precedenti. Secondo Scajola era nelle previsioni (“dopo tanti sacrifici,anni di lavoro e qualche vita umana, si è costruita questa modernissima centrale, dove tutto è sicuro”). Sic.
Secondo il vicesindaco di Civitavecchia sono morti annunciate.
Evidentemente il valore di una vita umana è oggi solo una statistica, non ha più un valore.
Noi siamo tra coloro che credono che la salvaguardia della vita umana venga prima del profitto e del risultato e siamo convinti che non esistono giustificazioni possibili quando la vita umana è messa a repentaglio, non basta aver adottato i dispositivi antinfortunistici e aver aderito alle prescrizioni normative.
Occorre fare di più. Ad esempio clima e cultura organizzativa incidono fortemente sulla Prevenzione Infortuni, solo quando tutti, ripetiamo tutti, si fanno carico della SICUREZZA, si evitano rischi perché se ne ha un’esatta e responsabile PERCEZIONE. Non c’è costo, efficienza, economicità, pressione che tenga, innanzitutto occorre garantire la consapevolezza di ciò che si fa, perché lo si fa, come deve essere fatto, senza correre alcun rischio.
Siamo stati promotori in Italia della BBS (Behaviour Based Safety) e continuiamo a farlo, più per motivi etici, in cui crediamo, che per business (interventi minimi a basso costo) proprio per favorire quella RESPONSABILITÀ che sembra venire meno quando le ragioni di stato (produttività, efficienza, costi, ecc.) premono più di quelle umane e sociali.
La SICUREZZA CONSAPEVOLE è un processo che attiva attenzione e responsabilità verso sé e verso altri e che è basata sulla presa di coscienza delle “trappole mentali” che fanno perdere il controllo sulle situazioni (disattenzione, sopravalutazione, sottovalutazione, esibizionismo, eccesso di sicurezza, confidenza con il lavoro da eseguire, routine, ecc.) e può essere gestita INSIEME da datore di lavoro e lavoratori (come recita la legge) solo se si affronta la prevenzione infortuni come un fatto prioritario e comune, gestito dal basso e dall’alto con lo stesso spirito e intento.
Lanciamo l’ennesimo grido di allarme e confidiamo che non servano altre morti per fare quello che va fatto per salvaguardare la vita umana in azienda.
Per approfondire:
Sicurezza in azienda: introduzione alla BBS e alla percezione del rischio
