Redazionale

Da una  fine d’anno travagliata agli stimoli per “AGGANCIARE LA RIPRESA”
Negli ultimi mesi avanzava l’idea che ci sarebbe stata una lenta ripresa dell’economia: iniziata con piccoli segnali positivi negli ultimi mesi del 2009, avrebbe dovuto rafforzarsi nel 2010. Esistono comunque alcuni dubbi sul fatto possa essere davvero così. In effetti il debito pubblico pesa sulle famiglie, aleggia l’ombra  di una possibile impennata inflazionistica, la parola stagnazione compare non più troppo timidamente sulle labbra degli economisti. Nel 2010 il tasso di disoccupazione non dovrebbe superare il 10% secondo il ministro Sacconi, che prevede una ripresa “selettiva e discontinua”. Secondo l’OCSE, la disoccupazione nel 2010 potrebbe arrivare al 10,5%.
Oggi si legge sui giornali che è stata aperta un’inchiesta nei confronti dei grandi produttori italiani di pasta che negli ultimi due anni si sarebbero accordati per far aumentare il prezzo della pasta del 50%, quasi suggerendo l’idea che approcci speculativi possono aver peggiorato il già poco felice contesto.
Le tensioni politiche e la litigiosità non danno segni di pacificazione, neppure dopo la deprecabile aggressione al primo ministro. Segni di irrequietezza istituzionale si accompagnano a timidi o esagerati segni di esasperazione.
Da Copenaghen, dove è in corso la conferenza mondiale sul cambiamento climatico, giungono segnali poco incoraggianti.
E persino Internet non sta tanto bene: se da un lato si parla insistentemente di “oscuramento” ossia censura di determinate informazioni, dall’altro non mancano allarmismi riguardo alla capacità della rete di reggere man mano che il numero di utilizzatori cresce, con catastrofiche previsioni di crollo del web nel 2010. Ma la fine del mondo non era prevista per il 2012?

In questo clima di tensione, timore, incertezza e, per molti, di autentica fatica a sopravvivere, la fine del 2009 si avvicina carica di presagi negativi, di previsioni di sventura.
Eppure ci capita di incontrare aziende eccellenti, di italica costituzione e struttura, che hanno saputo innovare nei processi e nella cultura, nei prodotti e nelle reti di commercializzazione all’estero, che ci lascia ben sperare.
All’inizio del 2009 lanciavamo un SOS: “Cogliere le potenzialità della crisi” e ci siamo resi conto che una parte del mondo industriale si è mossa opportunamente, limitando i danni o addirittura migliorando la propria posizione.
Peraltro molte imprese sono entrate in difficoltà, sia per la carenza di fatturato, sia per la pesantezza della leva finanziaria (vendere si vende, ma incassare che pena!) con il tragico supporto negativo delle banche.

Affrontando il 2010 la parola d’ordine sembra essere “AGGANCIARE LA RIPRESA” perché poco o tanto, comunque ci sarà e solo chi saprà attrezzarsi per prendere l’onda positiva si ritroverà ai vertici dei risultati che si attende, trasformando il proprio potenziale in fatti concreti (fatturato, margini, quota di mercato, immagine, soddisfazione del cliente, clima positivo).
Cosa ci riserva il 2010 non possiamo comunque prevederlo. Possiamo invece, e probabilmente dobbiamo, fare appello a tutte le nostre energie e risorse, per non lasciarci abbattere, avvilire, contagiare da una spirale negativa che rischia di portare alla paralisi dell’intero Paese. Basta parlare con qualche italiano che risiede all’estero, magari in paesi reduci da formidabili cavalcate economiche come la Spagna, per sentirci ricordare che, anche se le cose non vanno proprio bene, rispetto a molto popoli europei, gli italiani hanno una marcia in più, una capacità creativa e una fantasia che riescono a far plasmare soluzioni vincenti anche quando tutto sembra nero. Coraggio. Ci vuole il coraggio di tirare fuori il meglio di sé, come cittadini e come imprenditori, lavoratori, studenti, come un popolo coeso in grado di far fronte alle difficoltà con entusiasmo. Lasciarsi andare non serve a nessuno. Reagire con violenza tanto meno. Servono invece buon senso, intelligenza, capacità di ascolto, capacità di analisi e di sintesi, serve leadership autentica e genuinamente dedicata al benessere comune. Serve soprattutto quell’intelligenza emotiva e sociale che è capace di influenzare i sistemi e di favorire le più alte performance, serve condivisione e orientamento all’obiettivo (comune).
Serviamo tutti noi, con le nostre idee, le nostre iniziative. Possiamo contribuire a plasmare il nostro futuro mettendoci in gioco in prima persona. Noi lo stiamo facendo in una grande azienda, sensibilizzando a essere “cittadino” e ad assumersi la responsabilità di co-creare il futuro.

Approfittiamo della pausa natalizia per fermarci a riflettere, per ricordarci che tutto ciò che inizia con la rabbia finisce in vergogna, che il nostro stato d’animo determina i nostri comportamenti, che le difficoltà non devono essere viste come qualcosa che impedisce di fare, ma come opportunità per allenarci a superarle, che il modo migliore per avere un’idea davvero buona è avere tante idee, e che ogni piano d’azione sarà più facile da realizzare quanto più è dettagliato e semplice da monitorare. Ricordiamoci che chi agisce senza pensare e chi pensa senza agire è ugualmente colpevole del proprio fallimento.
Rimbocchiamoci le maniche e cominciamo a lavorare, dentro di noi, affinché il 2010 sia un anno migliore.

Buone feste a tutti, di cuore.
 

Sicurezza in Azienda

La percezione del rischio e la BBS: passi imprescindibili per garantire la sicurezza in azienda dando una dimostrazione ell’impegno dell’azienda verso i suoi dipendenti.

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