INTELLIGENZA EMOTIVA
INTELLIGENZA EMOTIVA: UN POTENZIALE IN PIÙ
Nell’epoca attuale tutti gli operatori si trovano a fronteggiare situazioni e contesti mai vissuti in precedenza e soprattutto segnati da assenza di previsioni certe. In una fase di instabilità, di mutevolezza, di incertezza, ognuno di noi può solo ricorrere alle proprie capacità di analizzare i fatti e i dati, di interpretarli opportunamente, di sviluppare opzioni alternative e creative, di individuare nuovi sbocchi, di cogliere l’attimo per trasformare situazioni negative o minacciose in opportunità e possibilità per il futuro.
Dietro a questa riflessione c’è l’atteggiamento di base con cui si affronta una realtà e la determinazione con cui si perseguono nuovi e diversi obiettivi.
La capacità di intraprendere, di decidere, di scegliere, di investire è nell’uomo e tuttavia queste non dipendono dalla forza economica in senso stretto, bensì dalle caratteristiche personali insite negli atteggiamenti tenuti e nei comportamenti manifestati.
Saper vedere le potenzialità che offre il mercato richiede dunque, tra le altre variabili, anche una grande consapevolezza di sé e del contesto, accompagnate da un elevato autocontrollo emotivo che deve far superare ansie e stress, preoccupazioni e azioni intempestive o troppo difensive. Le aziende eccellenti sono proprio quelle caratterizzate da un livello significativo di appartenenza, di integrazione, di cultura umanistica (ascolto, sensibilità, attenzione), perché alla fine sono poi gli uomini, sia come singoli che come gruppi che traggono profitto dagli eventi anziché subirli. La messa in campo di azioni efficaci dipende poi dalla sensibilità interpersonale (fornitori, clienti, installatori, tecnici, ecc.) e dalle capacità negoziali, vale a dire affermare sé stessi e i propri interessi avendo rispetto per quelli altrui.
L’insieme di questi fattori è condensato nel termine INTELLIGENZA EMOTIVA, di cui sicuramente i migliori imprenditori industriali e commerciali sono dotati, e che rappresenta il vero valore distintivo tra “chi ce la fa” e chi no. Un operatore della distribuzione può pertanto essere storicamente sul mercato, avere solidità economica, aver sviluppato bene i suoi affari con razionalità e buon senso, tuttavia avrà davvero un successo continuativo se coltiverà quel “fattore emotivo” che influenza le prestazioni sue proprie e del suo gruppo di persone.
Se da una parte l’INTELLIGENZA RAZIONALE è necessaria e indispensabile per gestire un’organizzazione, dall’altra ciò che fa la differenza nei risultati è l’altra faccia della medaglia delle nostre capacità personali e sociali, l’INTELLIGENZA EMOTIVA.
Acquisire consapevolezza di ciò significa poter valorizzare i potenziali propri e dei collaboratori, traendo profitto a lungo termine dalle iniziative intraprese, sia di carattere commerciale, sia di gestione delle persone.Significa anche avere maggiori capacità dei singoli e dell’impresa nel suo complesso di attivare nuovi business, investendo su nuove tecnologie che saranno alla base del futuro.
Un futuro che si presenta più povero di risorse e dunque che dovrà optare per ogni forma di risparmio energetico, fronte sul quale i distributori più attenti potranno credere e investire.
La fiducia è il collante del discorso che stiamo sviluppando. Un “guru” degli atteggiamenti mentali suggerisce che è la chiave di volta per ottenere un successo duraturo, al di là degli eventi epocali che stiamo vivendo. Prima di tutto la fiducia in sé stessi, senza questo non si va da nessuna parte.Poi la fiducia nelle relazioni, certamente avveduta e ben risposta, tuttavia se si vuole costruire qualcosa si deve farlo attraverso gli altri, dunque bisogna credere nella possibilità di impostare relazioni sane e fruttuose reciprocamente. Quindi bisogna avere fiducia nell’azienda (la propria e quella dei partner), ovviamente avendo costruito prima le basi perché possa risultare affidabile e si sia costruito quel senso di appartenenza per cui ognuno lavora per la causa comune.
La fiducia va estesa anche al mercato, magari scegliendo dove e come si vuole sviluppare il proprio business, concentrando l’attenzione sulle variabili da presidiare per avere successo, credendoci e essendo determinati nel cogliere ogni possibilità che offre.
Infine occorre avere fiducia nella società, vivendola come un grande spazio in cui si ha possibilità di interagire efficacemente, condizionandola nel suo divenire.
Sappiamo tutti che il livello di senso di cittadinanza è generalmente basso nel nostro paese, tuttavia energia, ecologia spingono verso valori che appaiono sempre più etici ed estetici (il bello nel senso della funzionalità e del benessere umano).
In conclusione di questo breve contributo si può sottolineare come il “futuro è il mondo in cui vivremo e l’opportunità è di crearlo, noi”.
